Eden pirò (Ravi, Grosseto, 2000, Firenze 2002). A Firenze con Enrico Mori.

Il tema della performance è il difficile rapporto che spesso si instaura tra autore e sua opera, già svolto in alcuni video (Requiem per una finestra 1993, Funere Mersit 1999) ed altre performances (Fuori-Dentro, Rosignano M. 1991, Reqiem Ponte Nossa, Bergamo 1993). Qui un telo di stoffa, appeso a due alberi, è dipinto dall’autore con gli strumenti e i metodi della pittura tradizionale, scegliendo, per soggetto, la sua finestra. In seguito, travolto da una sorta di tempesta del dubbio, l’autore distrugge la sua opera con il fuoco.

 

     Confesso che son vivo (Livorno 2002, Venezia 2003, Rosignano Marittimo 2004, Vellano, Pescia, 2004).Performance autobiografica, descrive gli eventi della vita artistica dell’autore (donde il titolo scopertamente nerudiano), presentandoli come una metafora che allude alle ansie, alle soddisfazioni e alle incertezze del vivere– L’azione completa prevede: A) la proiezione di alcune diapositive dell’autore, riferimenti alla performance Cena in blu e al video L’Approdo; B) la costruzione, l’accensione e il successivo spegnimento di una finestra illuminata da ceri o piccoli fuochi, C) la lettura di testi di T.S. Eliot e di Mondrian e di due vecchie poesie dell’autore, accorate ed amare.– La versione ridotta comprende la lettura di T.S. Eliot e delle poesie dell’autore, e il punto (B) precedente.

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