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L'approdo. Danza rituale |
L’Approdo (videoperformance 1995) È un pomeriggio di primavera, sul mare. Da ovest giunge una barca con un equipaggio di marinai, pittori, poeti, musici, danzatori, bevitori, ferrovieri guidato da un personaggio mascherato che inalbera una finestra, simbolo del suo lavoro artistico. Sulla spiaggia deserta che non è l’isola di San Salvador ma le rassomiglia, essi piantano il loro vessillo (la finestra), indi salpano per altri imperscrutabili destini. Il racconto narra la scoperta dell’America, senza sudditanze né demonizzazioni, come una favola moderna imbevuta di utopia lucida (che sa e vuole essere utopia). L’equipaggio è di uomini liberi; la finestra non è una bandiera politica. Come occorse a Colombo 500 anni fa, è ancora possibile imbattersi in luoghi vergini che possono essere fatti propri ma solo con gli strumenti dell’arte. L'Approdo. Sbarco |
Cena in blu |
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Finestre di Casa (home video 2001) Il video è frutto della collaborazione con Carmela Castiello, un’artista "domestica" che propone come arte quanto di più usuale occorre nella vita di ognuno. Sullo esprime la necessità opposta ( la vita è degna di essere vissuta solo se toccata dall’arte), affidata al suo tema ricorrente, il concetto di confine rappresentato dalla finestra. Gli artisti trovano un piano di integrazione tra vita e arte che non muta da qualunque posizione parta la ricerca. Il titolo indica la fusione delle due poetiche, segnalando l’oggetto finestra e la sua posizione nella vita (di casa); il sottotitolo (home video) evidenzia gli aspetti di usualità senza smentire il carattere tecnico di opera filmica. L’azione: una giovane donna si aggira per le stanze di una casa soffermandosi a più riprese, attrattavi fatalmente, alle finestre; scrive poi al computer un messaggio quotidiano, cancellato poco dopo dallo screensaver di Windows (appunto finestre volanti) testimone dell’irruzione nella vita di tutti i giorni della tecnologia avanzata. |
Cena in blu |
La Cena in Blu (pièce teatrale 2003)Video ricavato dall' omoni-ma performance eseguita più volte dal 1994 al 2002, con particolari sempre diversi. Nel presente lavoro essi sono l' impostazione a "prova generale" di pièce teatrale, e l’intervento della ballerina che offre un nuovo contributo oltre il colore. Il tema è ancora e sempre il rapporto tra arte e vita percorso in un verso non usuale: non è l’arte che debba necessariamente copiare la vita, ma è la vita che ha bisogno dell’arte per essere degna di essere vissuta e risolvere molti gravi problemi di auto-conoscenza dell’uomo.
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